Fatturazione elettronica europea e progetto Peppol: cosa cambia per le aziende italiane?

Direttiva europea sulla Fatturazione elettronica

In seguito al recepimento della direttiva europea 2014/55/UE nell’ordinamento italiano, dal 18 aprile 2019 gli enti pubblici e organi centrali, ma anche le aziende private che agiscono da enti aggiudicatori, saranno tenuti a predisporsi per la ricezione e la gestione delle fatture elettroniche nel formato standard europeo.

Lo standard europeo

La norma europea EN16931-1 indica due standard di riferimento:

·       Peppol BIS 3.0 (prima del 28 febbraio UBL 2.1) 

·       UN/CEFACT CII 16B

Di fatto, lo standard sul quale la commissione europea punta è UBL, quello in utilizzo dal programma PEPPOL. Questo perchè tutti i casi di studio e le soluzioni ipotizzate nello sviluppo della normativa hanno come assunto l’utilizzo di PEPPOL.

Cosa cambia per le aziende italiane?

In concreto, le nuove disposizioni non richiedono alcun adeguamento alle imprese italiane. Infatti, sia il formato delle fatture (XML PA) che il canale di scambio (SDI o Sistema Di Intercambio) richiesti sono già stati adottati da tutte le aziende italiane per l’invio in formato elettronico di fatture alla PA a partire dal 1 gennaio 2014.

Nello specifico, la norma europea EN 16931-1 indica lo standard da adottare per la gestione delle fatture elettroniche ma specifica anche che sono sufficienti i dati “core” (altresì detti CIUS – Core Invoice Usage Specification) a garantire la conformità legale e fiscale in tutti gli stati membri dell’Unione Europea di una fattura elettronica emessa, ad esempio, da un’impresa italiana. Per quanto riguarda il formato XML, sono state mappate le differenze di sintassi tra lo standard europero e la fattura PA, valutando in base alla normativa vigente in ciascun Paese restrizioni o estensioni al numero di informazioni "core". 

Il progetto PEPPOL

PEPPOL (Pan-European Public Procurement On-Line”) è un progetto promosso dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Europeo per l’Innovazione e la Competitività (CIP) che si pone come obiettivo la definizione di uno standard europeo che incentivi la dematerializzazione dei documenti e faciliti l’adozione di procedure di e-Procurement. L’operatore può inviare le proprie offerte in forma di catalogo, ricevere gli ordini ed emettere le fatture in formato digitale, firmando i documenti elettronicamente. Lo scambio sicuro e standardizzato dei documenti è assicurato dai nodi della rete denominati Access Point.

A partire dal 18 aprile 2019 gli organi pubblici centrali di tutti gli stati membri dell’UE dovranno adeguarsi alla direttiva. Lo stesso obbligo entrerà in vigore per gli organi pubblici locali il 18 aprile 2020. Al momento, la fatturazione elettronica B2G non è obbligatoria in circa il 70% degli stati europei e questa direttiva accompagna la tendenza verso una fatturazione elettronica B2G (e auspicabilmente B2B) obbligatoria. Ad ogni modo, al fine di ampliare e potenziare l’interoperabilità legale e fiscale in tutta europa, molti paesi hanno già deciso di aderire al network di Peppol.

Date le premesse, tutto fa supporre un propendere verso il formato PEPPOL-ub1 come standard adottato da questi paesi. 

Opportunità e prospettive future

Il valore degli scambi delle imprese italiane con i paesi europei supera quelli con i paesi extra UE; il flusso di scambi commerciali intra UE è quindi di fondamentale importanza per l’economia italiana. Tenendo in considerazione che la legislazione è in via di sviluppo e che il SdI al momento non prevede integrazione con Peppol o con sistemi di interscambio, dal 18 aprile 2019 la situazione che si delinea è la seguente:

Nel momento in cui un’azienda italiana emette fattura verso il Governo Inglese, l’azienda deve inviare la fattura in formato XML verso lo SDI, e la fattura in formato PEPPOL verso il governo estero, duplicando i flussi e aumentando la complessità. 

Peppol-1Per le aziende lo scenario ideale sarebbe quindi continuare ad avere un unico flusso verso lo SDI, il quale dovrebbe essere orientato verso una completa integrazione con il sistema PEPPOL. 


Peppol-2

Allo stesso modo, i paesi europei che stanno implementando una fatturazione elettronica B2G (la cui tendenza sarà per una fatturazione elettronica B2B), con un formato diverso da PEPPOL-ub1, dovranno prevedere un’integrazione con PEPPOL da e verso gli altri sistemi di interscambio. In tal modo quest’ultimo diventerebbe l’hub centrale di riferimento.


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A cura di Federico Tempella

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