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Le tecnologie digitali rappresentano oggi la più grande opportunità per lo sviluppo sostenibile della società. Tuttavia, l'aumento esponenziale del loro potenziale tecnologico sta creando un divario pericoloso tra le imprese che governano l'innovazione e quelle che ne subiscono passivamente l'adozione. In questo scenario, comprendere l'impatto reale della digitalizzazione è diventato complesso ma indispensabile per mantenere la competitività.
Per offrire una bussola strategica ai decision maker, l’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano ha rilasciato il nuovo report sul Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel settore del Largo Consumo in Italia, realizzato per GS1 Italy. L'indagine analizza i dati reali del 2024 per tracciare i trend che guideranno l'ecosistema nei prossimi 12-36 mesi.
Il mercato italiano della gestione e dello scambio dei documenti digitali (Digital Document Management & Exchange - DDME) ha raggiunto un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro, segnando un incremento del +13%. Questa crescita è sostenuta da 362 imprese specializzate che supportano la digitalizzazione dei processi di interfaccia nel Paese.
Nonostante una lieve flessione nel volume totale dei messaggi (-6% rispetto all'anno precedente), il sistema si conferma solido con quasi 55 milioni di documenti scambiati nel corso del 2024.
Un dato particolarmente significativo riguarda la maturità dei processi operativi. Mentre documenti tradizionali come ordini e fatture hanno registrato contrazioni, i messaggi logistici (come l'avviso di spedizione - DESADV) hanno mostrato una resilienza straordinaria, crescendo del +3% per un totale di 15,2 milioni di messaggi complessivi.
Questo segnale indica una chiara direzione del mercato: l'integrazione digitale non serve più solo a "dematerializzare" la carta, ma a rendere la Supply Chain più reattiva e trasparente.
Il monitoraggio ha evidenziato un ampio margine di ottimizzazione per le imprese italiane. Ad oggi, ben il 64% delle relazioni interne all'ecosistema EDI si limita ancora allo scambio di una sola tipologia di documento.
Solo il 36% delle relazioni è considerato "maturo" o "completo", ovvero scambia due o più tipologie di documenti strutturati. Per le aziende, questo rappresenta un potenziale di crescita infinito: evolvere la relazione con i propri partner significa abbattere drasticamente errori manuali e tempi di gestione.
Perché le aziende scelgono oggi di investire nell'EDI? Secondo le rilevazioni statistiche, il 67% lo fa per la velocizzazione dei processi, mentre il 34% punta a un miglior controllo e monitoraggio della Supply Chain.
Guardando al prossimo triennio, l'interesse per l'adozione dello standard EDI è in forte crescita in settori strategici oltre al Largo Consumo, tra cui:
Il report integrale dell'Edizione 2025 contiene dati esclusivi necessari per pianificare la strategia digitale del prossimo triennio, tra cui:
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